Plancia tiene in un solo posto le richieste, i preventivi, gli avanzamenti di reparto e lo stato che il cliente vede dal telefono. Una dashboard di controllo, diversa per ogni ruolo, tiene sotto occhi conversione da preventivo a ordine, preventivi persi e stati di produzione — non un cruscotto economico. Non è un gestionale e non lo sostituisce: è la plancia di comando, il layer fra chi produce e chi compra.
Un progetto di M15 Studio. Istanza dedicata, configurata sul vostro processo, con un interlocutore stabile. Le integrazioni con il gestionale, se servono, sono interventi a progetto. La valutazione iniziale si svolge presso la vostra sede oppure in videoconferenza.
Non sono due prodotti. È lo stesso ordine, visto da chi lo lavora e da chi lo aspetta. Il dettaglio degli stati interni non coincide con quello mostrato al cliente: sono due livelli distinti, e la mappatura la configurate voi.
Le richieste arrivano da email, telefono, form e agenti, e oggi vivono nella casella di una persona. Il preventivo diventa ordine «a memoria». Lo stato delle commesse sta nella testa di chi è in reparto. La direzione fa da centralino — e nessuno ha sotto gli occhi il tasso di conversione da preventivo a ordine, né i preventivi che si sono persi.
Chi lo usaCommerciale interno, capoturno, operations, direzione. Desktop in ufficio, tablet in officina — anche con i guanti.
Il cliente non compra un portale: compra la possibilità di dire una data al proprio committente senza telefonare. L’agente risponde nella stessa conversazione. Non state comprando efficienza interna: un motivo per cui i vostri clienti non cambiano fornitore.
Chi lo usaInstallatori, imprese, rivenditori, agenti plurimandatari. Telefono, in piedi, sessioni di quindici secondi.
Una richiesta entra da un canale, diventa preventivo, diventa ordine, avanza in reparto per scansione, e il cliente lo vede dal telefono senza telefonare a nessuno. La stessa catena alimenta la dashboard: chi ha un ruolo vede i propri numeri — conversioni, preventivi persi, colli di bottiglia — non un cruscotto di fatturato. Se manca l’ultimo anello, il resto non si difende.
Form del sito, inserimento agente, ufficio. Deduplicazione su email o P. IVA prima del salvataggio.
Revisioni, PDF, invio tracciato. L’accettazione è un evento: data, autore, revisione.
Niente da riscrivere. Conversione totale o per righe. L’unità di tracciamento è la commessa.
QR sulla distinta che accompagna la commessa, non sul pezzo. Modalità postazione: un gesto.
Il cliente vede solo ciò che gli serve. I movimenti interni non generano rumore all’esterno.
Plancia raccoglie, traccia ed espone. La dashboard di controllo, diversa per ruolo, rende leggibili conversione in entrata e stati di produzione. Il gestionale, il magazzino e la fatturazione restano dove sono. Gli stati sono del vostro processo, non di un verticale preconfezionato.
Sito, agente, ufficio: un pannello, numero progressivo, canale, responsabile. Avviso se l’email o la P. IVA esistono già.
Righe a testo, revisioni con confronto, PDF, scadenza. L’accettazione è tracciata: dal portale o registrata in back office.
Per ogni ruolo, i numeri che gli servono ad agire: conversione preventivo → ordine, preventivi in attesa o persi, commesse per stato, fermi e ritardi. Non è un cruscotto di fatturato.
Due etichette per ogni stato, mappatura molti-a-uno, storico immutabile. Cambiare la mappa non riscrive il passato.
Distinta con QR in testata, fotocamera del browser o lettore a emulazione tastiera. Target da 48 px, usabili con il guanto.
Elenco ordini, timeline pubblica, documenti, accettazione preventivo. Nessun dato interno esce da quest’area.
Portafoglio assegnato, inserimento richiesta, preventivi in attesa con anzianità. Vede lo stato pubblico, come il cliente.
L’etichetta non sta sul pezzo: verniciatura e taglio la distruggerebbero. Sta sulla distinta che accompagna la commessa, o sul cartellino del carrello. Chi lavora scansiona e prosegue.
Se il gesto costa più di cinque secondi, in officina si smette di registrare. Il portale, a quel punto, mostra dati vecchi — e il cliente torna al telefono per sempre.
«Postazione assemblaggio. Confermi il passaggio?»
A lui non interessa se la commessa è in verniciatura. Gli serve sapere se venerdì manda la squadra. Lo stato pubblico è un insieme ridotto, nella sua lingua, aggiornato solo quando in reparto qualcuno ha scansionato.
La credibilità del portale non si costruisce nel portale: si costruisce nel gesto in officina. Uno stato fermo dodici giorni mentre l’ordine avanza riporta al telefono, e non se ne esce.
«In lavorazione. Data promessa: settimana 38.»
Ogni ruolo vede i KPI su cui può agire. La direzione legge conversione e colli di bottiglia; il commerciale, i preventivi che invecchiano; il capoturno, le commesse per stato. Lettura in tempo reale, sugli stati interni — non un report economico a fine mese.
Commesse aperte per stato
Permanenza media per stato
Tempo medio di conversione / ultime 8 settimane
Ciò che distingue un’azienda dall’altra non è il funzionamento della piattaforma, è la sequenza degli stati. Si configura sul flusso reale, in prevendita, davanti a chi produce — non su un modello di settore scaricato da un catalogo.
Il cliente è un installatore che programma squadre su date che oggi non conosce. Taglio, assemblaggio, verniciatura, pronto: internamente distinti, all’esterno spesso un solo «in lavorazione».
Preventivi che vivono settimane, revisioni, accettazione con riserva. L’ordine avanza come unità: se una parte stacca, si scinde la commessa, non si frammentano gli stati.
Dove le righe dello stesso ordine escono a settimane di distanza, Plancia non è lo strumento giusto: il tracciamento per riga è una scelta esclusa, non un rinvio.
Richieste che arrivano dall’agente, preventivi che invecchiano, cliente che chiama l’agente e non l’azienda. L’area agenti esiste perché quella telefonata non passi dal back office.
Stati più corti, più commesse, stessa esigenza: un punto unico da cui si vede dove sta l’ordine, e un portale che il committente può mostrare a sua volta.
Non è un canale di vendita di Plancia. È il portatore di referenze meglio informato del distretto, a patto che l’area agenti gli serva davvero.
Profilo: quindici–ottanta dipendenti, produzione su commessa o su configurazione, gestionale già in uso e nessuna intenzione di cambiarlo, una persona che in azienda tutti sanno essere il collo di bottiglia informativo.
Nelle aziende manifatturiere B2B le frizioni si ripetono ogni giorno, e non si risolvono con un altro foglio o un’altra chat.
Arrivano da email, telefono, form e agenti. Alcune si perdono, altre si duplicano. L’elenco vero è la casella di chi in ufficio fa da ponte fra tutto.
La transizione sta in una catena di email irrecuperabili. Il cliente dice «ma io avevo confermato» e non c’è prova del contrario. I preventivi in attesa da venti giorni non hanno un posto.
Funziona finché è in turno. Non è consultabile dall’esterno, non è sistematico, non sopravvive alle ferie. L’ufficio telefona in officina per sapere «a che punto siamo».
L’unico modo per sapere è telefonare, e funziona solo negli orari d’ufficio e solo se c’è chi risponde. La direzione finisce a fare da centralino mezza giornata a settimana.
Il foglio di chi sta in ufficio è spesso il vero sistema di tracciamento: richieste, eccezioni, stati. È un lavoro fatto bene con gli strumenti sbagliati. Non è consultabile da fuori, e quando quella persona manca l’ufficio si ferma.
Plancia non attacca quel foglio: gli chiede quali campi contiene e li porta dentro. Il guadagno non è «avere un software». È che il cliente smette di percepire l’azienda come un fornitore che risponde al telefono, e inizia a percepirla come un partner con i processi in ordine.
Il preventivo perso per dimenticanza è l’unica leva dal lato del fatturato. La domanda da fare non è «quanti ne perdete»: è dove sta l’elenco dei preventivi in attesa da più di venti giorni. La dashboard di controllo non è un cruscotto economico: è quella domanda, più i colli di bottiglia in produzione, visibili a chi ha il ruolo per agire.
Plancia è sviluppato da M15 Studio, studio di progettazione e sviluppo digitale con sede a Lecce. Non è un servizio multi-tenant. È un core applicativo con istanza dedicata — on-premise o cloud gestito — adattato al processo dell’azienda, non il contrario.
Chi analizza il flusso reale è chi configura gli stati e segue l’adozione. Avete un riferimento che conosce officina, ufficio e le eccezioni che non stanno nelle slide.
Stati, mappatura pubblica, ruoli, retention: senza codice. Quando serve sviluppo, il comportamento specifico vive nei punti di estensione, così l’aggiornamento del core non distrugge l’istanza.
Istanza vostra, dati sotto il vostro controllo, infrastruttura in Unione Europea, export in qualunque momento. È anche la ragione per cui non si vende a postazione né si attiva con una carta di credito.
Nessuna azienda ha interesse a sostituire il gestionale per sapere a che punto è un ordine. Plancia si affianca: si prende l’anagrafica — è titolare di quella — e restituisce ordini e stati agli altri sistemi. Lo scambio automatico, se serve, è a progetto.
è il numero di sistemi da cui si vede dove sta un ordine. Oggi quell’uno è una persona. Plancia non aggiunge un terzo posto in cui ricopiare: è il posto in cui l’informazione sta, e da cui gli altri sistemi ricevono.
È la condizione prevalente, non l’eccezione, e di solito è un lavoro fatto bene con gli strumenti sbagliati. Funziona finché la persona che tiene il foglio è in ufficio. Non è consultabile dal cliente, non sopravvive alle ferie, e il passaggio da preventivo a ordine resta sepolto in una catena di email. Il foglio esistente non va perso: se ne leggono i campi e si portano dentro.
Il gestionale resta dov’è: Plancia non lo sostituisce. Il modulo ordini di un ERP, di norma, non ha un portale che il cliente apre dal telefono né un’interfaccia di reparto fatta per una scansione. La prova è chiedere di vederlo su uno smartphone, in piedi. Plancia si prende l’anagrafica — è l’unica eccezione, e va detta subito — e restituisce dati agli altri sistemi.
Conoscono il mestiere, listini e distinte inclusi. Quello che di solito non piegano è la sequenza degli stati: arrivano preconfezionati, e ogni scostamento dal modello diventa un ticket. In Plancia gli stati sono i vostri. La dimostrazione dura due minuti: si configura uno stato che nel vostro processo esiste e nel software standard no, e compare nella timeline pubblica.
Partono subito e costano poco. Non hanno il cliente B2B, né uno stato pubblico distinto da quello interno, né la segregazione dei dati per committente e per agente. Il portale clienti è la differenza che non hanno come rispondere.
Sì. Plancia non è un servizio multi-tenant: è un core installato come istanza dedicata, on-premise o in cloud gestito. I dati restano sotto il controllo dell’azienda, su infrastruttura in territorio dell’Unione Europea, esportabili in qualunque momento.
È il modo più frequente in cui un sistema di questo tipo fallisce, e ha ragione chi in officina rifiuta di fermarsi a compilare. Se registrare un passaggio costa più di due tocchi e cinque secondi, non verrà registrato — e il portale mostrerà dati vecchi. Plancia è costruita attorno alla scansione della distinta che accompagna la commessa, non attorno a una scheda da riempire.
Li configurate voi, senza toccare il codice. La mappatura degli stati interni su quelli pubblici cambia molte volte nel primo anno: se ogni cambio passa da chi ha scritto il software, l’azienda si sente in ostaggio. I punti di estensione sono documentati proprio perché gli aggiornamenti del core non distruggano le personalizzazioni.
Non è una presentazione commerciale del prodotto. È un rilievo della situazione attuale — come arrivano le richieste, dove stanno i preventivi, chi in reparto registra davvero — al termine del quale disponete di un documento di sintesi, utilizzabile a prescindere dal seguito.
Il modulo di richiesta è ospitato su un servizio esterno e si compila in un minuto. Vi chiediamo soltanto i dati necessari a richiamarvi e a capire da dove nasce l’esigenza.
Oppure scriveteci a hello
[at] m15.it